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THE SHAREHOLDER RIGHTS DIRECTIVE II

Un’opportunità di engagement

Cosa sta accadendo?

A maggio 2017, il Parlamento e il Consiglio Europeo hanno approvato una modifica alla Shareholders Rights Directive (SRDI) del 2007, con l’obiettivo di incentivare ulteriormente l’impegno degli azionisti di lungo termine. L’implementazione della modifica1 (SRDII) da parte degli Stati Membri è richiesta entro il 10 giugno 2019.

A chi si rivolge?

I principali destinatari sono investitori e asset manager che operano in Europa.

I requisiti fanno riferimento alle partecipazioni in aziende con sedi registrate in Europa e le cui azioni sono ammesse agli scambi sul mercato regolamentato, situate o operanti all’interno di Stati Membri dell’Unione Europea. Gli intermediari di paesi terzi che forniscono servizi relativi alle azioni di tali aziende dovrebbero essere soggetti alle regole di identificazione degli azionisti, trasmissione delle informazioni, agevolazione dei diritti degli azionisti, trasparenza e divieto di discriminazione in relazione ai costi.

Quali sono gli obiettivi della SRDII?

I diritti degli azionisti sono uno strumento chiave per gli investitori istituzionali per ottenere una stewardship efficace del loro patrimonio. La Direttiva mira a:

  • contribuire alla sostenibilità delle aziende dell’Unione Europea, chiedendo agli investitori di riferire come gli elementi principali della loro strategia di investimento contribuiscano alla performance di medio-lungo termine degli asset dei loro clienti;
  • migliorare l’efficienza della catena degli intermediari attraverso l’identificazione degli azionisti, migliorando la trasmissione delle informazioni all’interno della catena di investimento, compresa la comunicazione sulle attività di engagement, di voting e sulla remunerazione dei manager, e l’allineamento tra la strategia di investimento e responsabilità del cliente/beneficiario;
  • incoraggiare un impegno di lungo termine da parte degli azionisti, richiedendo politiche e relazioni sull’engagement con le società partecipate in relazione alle performance (strategia, governance e problematiche ambientali e sociali), e fornendo agli investitori un voto sulla politica di remunerazione dell’azienda e sulle relazioni.

La modifica include elementi contenuti nei codici di stewardship pubblicati nel corso dell’ultimo decennio, come quelli di Danimarca, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito.

Gli Additional Implementing Acts rafforzano l’obiettivo della Direttiva di ottenere efficienza lungo tutta la catena di investimento e una maggiore coerenza tra gli Stati Membri attraverso la definizione di requisiti per un’informazione condivisa sull’identità degli azionisti, le convocazioni, le modalità di partecipazione e l’esercizio dei diritti di voto.

Quale impatto avrà?

Pensiamo che la Direttiva, se implementata in modo efficace, creerà un cambiamento nella qualità e nella quantità della stewardship, attraverso una maggiore consapevolezza e maggiori aspettative di investitori e beneficiari, e in ultima analisi contribuirà alla sostenibilità delle aziende dell’UE. La Direttiva raggiungerà questo obiettivo:

  • incoraggiando gli investitori istituzionali a impegnarsi e a votare attivamente con riferimento alle loro partecipazioni e, di conseguenza, ad incrementare l’utilizzo dei diritti e dei poteri degli azionisti;
  • accrescendo la consapevolezza degli investitori istituzionali sul fatto che la remunerazione degli asset manager sia alla base dei giusti comportamenti e dei giusti risultati;
  • chiedendo sia ai gestori passivi che a quelli attivi di comprendere, impegnarsi e relazionare circa le questioni ambientali, sociali e di governance e
  • incrementando la consapevolezza all’interno della catena di investimento su come le strategie, l’attività di engagement e il voto contribuiscono al successo di lungo termine delle imprese e, attraverso questo impatto positivo, sulla società, sull’ambiente e sull’economia.

Cosa bisogna fare per adeguarsi?

La Direttiva individua i requisiti in materia di informativa e le modalità di questa informativa lungo tutta la catena di investimento. Tuttavia, sarà necessario avviare diverse azioni al fine di fornire tale informativa. Accrescendo la trasparenza e la sensibilizzazione, la Direttiva farà luce sulla misura in cui gli investitori si devono assumere le proprie responsabilità in qualità di delegati delle partecipazioni finanziarie di un’azienda e degli asset dei loro clienti e beneficiari.

Quali sono le date importanti da ricordare?

Le principali scadenze sono:

È giuridicamente vincolante?

Gli Stati Membri sono tenuti a varare le leggi, i regolamenti e le disposizioni amministrative necessarie per adeguarsi alla Direttiva. I detentori di asset e gli asset manager saranno soggetti alla nuova disposizione di legge promulgata dagli Stati Membri.

Cosa succede se non ci si adegua?

La Direttiva dichiara che “Gli Stati Membri devono garantire che gli investitori istituzionali2 e gli asset manager si adeguino ai requisiti…o rendere pubblica una spiegazione chiara e ragionevole circa il motivo per cui hanno scelto di non adeguarsi a uno o più di questi requisiti.

Gli Stati Membri sono tenuti ad attuare le norme sulle misure e sulle sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate.

Queste sanzioni e i dettagli sui casi in cui è accettabile una spiegazione dell’inadempienza devono essere ancora confermati dal recepimento in ciascuno Stato Membro.

Perché adottare la Direttiva?

La modifica della Direttiva conferirà agli investitori maggiori poteri attraverso una maggiore trasparenza lungo tutta la catena di investimento, un’ampia gamma di diritti e l’eliminazione degli ostacoli all’esercizio di tali diritti. La stewardship e l’esercizio dei diritti degli azionisti, quando attuati efficacemente, sono visti sempre più come strumenti efficaci per migliorare i rendimenti, ridurre i rischi di perdite e conseguire ulteriori risultati nell’interesse generale dei beneficiari.3 Infine, possono creare un più elevato valore nel lungo termine per tutti gli stakeholder.4 Questi risultati sono confermati da ricerche indipendenti.

In che modo Hermes EOS può essere utile?

Hermes Investment Management ha un lungo track record nella promozione degli investimenti responsabili e nell’active ownership. La sua divisione dedicata all’attività di stewardship, Hermes EOS, dal 2004 affianca i clienti nel diventare amministratori attivi nelle aziende in cui investono. Lo scopo di Hermes EOS è di assistere i detentori di asset e gli asset manager nell’aggiungere valore di lungo termine ai loro investimenti e a gestire i loro rischi, avviando un’attività di engagement con le aziende e con i responsabili politici su questioni ambientali, sociali, di governance e finanziarie. Ulteriori informazioni sui nostri servizi si possono trovare nella Stewardship Brochure di Hermes EOS [EN].

Hermes EOS assists some of the largest and most respected global institutional investors to comply with stewardship codes and initiatives such as the UN Principles for Responsible Investment (PRI). In fact, Hermes helped draft and was one of the founding signatories of the Principles. As a value-added service, we help our clients with their PRI reporting obligations by providing data and narrative related to the activities we have performed on their behalf. We have a strong and respected reputation for our expertise, recognised by clients, as well as by the companies that we engage with. Companies often ask us for our investor perspectives and insight on behalf of the assets and clients we represent5 as our overall focus is on encouraging long-term, positive change in the businesses we engage with. Hermes EOS evaluates the link between engagement and improved long-term value on an ongoing basis, to inform and structure its activities.

  1. 1Direttiva (EU) 2017/828 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 maggio 2017.
  2. 2La Direttiva utilizza il termine “investitori istituzionali” per indicare coloro che possono essere altrimenti riferiti come detentori di asset - essendo gli schemi pensionistici e le assicurazioni definiti all’ART1 (2)(b)(e) della Direttiva
  3. 3Quali ad esempio l’uguaglianza e la protezione dell’ambiente
  4. 4Vedere, ad esempio, Hoepner A., Oikonomou I., Sautner, Z., Starks, L.T., and X. Zhou (2018): ESG Shareholder Engagement and Downside Risk. Working Paper; Dimson, E., Karakas, O., and X. Li (2015): Active Ownership. Review of Financial Studies, 28(12), 3225-3268; Barko, T., Cremers, M., and L. Renneboog (2017): Activism on Corporate Social Responsibility. ECGI Working Paper No 509/2017; Principles for Responsible Investment (2018): ESG Engagement for Fixed Income Investors – Managing Risks, Enhancing Returns; Principles for Responsible Investment (2018): How ESG Engagement Creates Value For Investors and Companies.
  5. 5Attualmente rappresentiamo circa 400 miliardi di Euro di asset under advice

EOS Sales Contacts

Amy D’Eugenio, Head of Client Service and Business Development, Hermes EOS